Caro Gesù bambino

12435427_10208241967397343_1982451302_oCaro Gesù bambino,

tu vieni tra noi per farci conoscere la misericordia di Dio. Egli, che ha creato il mondo e l’umanità, che ha in mano la natura e la storia di tutti i popoli, per farsi conoscere ha scelta di inviare il figlio come una delle creature che egli stesso ha creato. A partire dalla tua nascita e per sempre, la misericordia di Dio ha il volto di un bambino che nasce. Come ogni bambino, sei una creatura che ha bisogno di tutto, e che dona ai suoi genitori tutto ciò di cui hanno bisogno; non sei capace di nulla, e smuovi i cuori per renderli capaci di tutto. Tu ci mostri che la misericordia di Dio viene a noi sul cammino della tenerezza: non della forza, non del potere, non della ricchezza. Tu ci mostri che la strada per comprendere la vita è accoglierla come dono fatto da Dio per amore, è rispondere a lui con amore, è riconoscersi figli, sempre amati, accolti, perdonati. Anche quando ci allontaniamo e pensiamo di poter essere liberi o felici, perché lontani da Dio, che ci sembra a volte limitare le nostre possibilità di vita piena.

Caro Gesù bambino,

abbiamo bisogno di sentire la misericordia di Dio e la tua tenerezza per continuare a vivere con fiducia e a donarci con coraggio agli altri, alla vita. Spesso siamo presi dal dubbio: vale la pena essere gentili, generosi, fedeli, quando ci sembra che tante persone si realizzino facendosi padroni degli altri, o accumulando ricchezza, o giocando con i sentimenti propri o altrui? Aiutaci ad accogliere la misericordia di Dio Padre, ad essere misericordiosi con noi stessi e con gli altri, per sentire che sì, vale la pena essere più umani, essere gentili anche con chi non lo è, essere generosi anche con chi è chiuso in se stesso, essere fedeli, anche se altri si comportano in modo diverso.

Caro Gesù bambino,

gli angeli hanno rivelato la tua nascita ai pastori, che erano considerati lontani da Dio e mal visti dalla società. Tu li hai accolti, essi ti hanno riconosciuto e hanno parlato di te agli altri. Ancora oggi tu ti fai trovare e annunciare nelle persone che noi meno valorizziamo, che tendiamo ad escludere dalla nostra vita e dalla società. Non possiamo sentire pienamente la tua misericordia e la tua tenerezza se non quando a nostra volta siamo capaci di accogliere e aiutare chi è solo, emarginato, chi ha bisogno di aiuto. Fa’ che in questo anno santo riscopriamo il valore delle semplici e concrete opere di misericordia: cominciando dalla nostra casa e da chi incontriamo vicino a noi. Apri i nostri occhi e il nostro cuore per vedere che tu ci vieni incontro in chi ci chiede un pane, un’accoglienza, un po’ di tempo e di ascolto, in chi chiede di essere consolato e perdonato: perché così tu consoli e perdoni noi.