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Dalla Galilea al nostro Mondo PDF Stampa E-mail

Assemblea di Discernimentobimba1

Durante il giorno del 29 dicembre ci siamo ritrovati nella Casa madre di Martinengo, con quasi tutti i religiosi delle nostre comunità, alla presenza dei superiori regionali del Brasile e del Mozambico per l’Assemblea di discernimento. Il programma della giornata prevedeva la restituzione delle riflessioni delle comunità sul tema della missionarietà, in risposta alla seconda lettera “Dalla Galilea al mondo” del Superiore generale e la presentazione ufficiale della terza lettera “Come io ho fatto a voi”, accompagnata dalla piattaforma per la riforma del Governo.

La giornata si è aperta con la preghiera e l’ascolto della Parola: il vangelo di Gesù dodicenne che nel tempio rivela ai genitori e a noi il suo progetto di vita (Lc 2,40-52), ci ha offerto il quadro evangelico di fondo per condividere, durante la giornata, le nostre esperienze in tema di missione, obbedienza e autorità. Una buona parte della mattinata è stata dedicata alla condivisione, da parte dei superiori delle comunità, del cammino di riflessione a partire dalla vita, svolto durante l’anno a partire dagli stimoli offerti dalla lettera.

È seguito poi, nella seconda mattinata e nel primo pomeriggio, un dibattito aperto e a più voci, che ha permesso a tutto coloro che hanno voluto intervenire di riprendere alcune cose dette nelle esposizioni, approfondendo aspetti davvero centrali della nostra vita di religiosi, evangelizzatori, educatori e missionari: la missione come dimensione centrale dell’essere della Chiesa e della Congregazione; il rapporto tra annuncio-servizio per tutti e opzione preferenziale per i più poveri, la difficile ma necessaria sintesi tra dimensione istituzionale delle opere e slancio carismatico-innovativo.

Lo sviluppo delle riflessioni, che sono state condivisioni delle esperienze personali e non mero confronto tra idee diverse, ha fatto emergere e maturare la consapevolezza che non dobbiamo dare per scontata né esigere ad ogni costo la disponibilità ad essere inviati in altri paesi per testimoniare il carisma Sacra Famiglia, ma occorre far crescere interiormente questa disponibilità nella formazione iniziale, per trovare un giusto equilibrio tra la libertà soggettiva e le esigenze oggettive della consacrazione. Al tempo stesso vari confratelli hanno testimoniato che disponendosi all’invio missionario in un altro paese con animo aperto si sperimenta la grazia di poter crescere nella propria umanità, consacrazione e servizio. Più di un intervento ha sottolineato l’importanza di mantenere vivo il cammino di formazione personale e di costruire un clima di famiglia nella comunità: sono queste le basi su cui si può costruire la disponibilità ad essere inviato, tanto nel proprio paese come fuori. bimba2

Mo l t i c o n f r a t e l l i hanno riconosciuto che lo strumento della lettera annuale aiuta le comunità e i singoli a mantenere viva la riflessione e lo scambio di esperienze attorno ai valori centrali che il Capitolo generale ci ha raccomandato di far crescere in questi anni. Quando, confrontandoci insieme su questi valori, sentiamo nascere difficoltà o differenti modi di vederli e viverli, ciò non ci deve preoccupare né intimorire: è, al contrario, il segno che stiamo passando dall’affermazione un po’ teorica alla verifica pratica, dal silenzio di chi concorda solo per comodità alla condivisione di chi ha il coraggio di dire dove sta e verso dove desidera camminare. Di certo trattando di missionarietà dovremo tenere presente il graduale cammino della Congregazione e l’età/formazione di ciascuno, tenendo al tempo stesso viva la consapevolezza di fondo che la vita religiosa Sacra Famiglia è di carattere apostolico e vive dentro e a servizio della Chiesa universale. Per questo la formazione (tanto quella iniziale quanto continua) deve essere sempre più presa sul serio da parte di tutti, come il cammino giammai concluso di fare di Cristo il centro della nostra vita: il primo “luogo” da evangelizzare è la nostra vita personale e comunitaria, accogliendo interiormente il vangelo/carisma come un balsamo che lenisce e dà forza, come una luce che orienta e motiva a camminare.

Se mi sento così amato e perdonato mi dispongo ad essere inviato e assumo la responsabilità di collaborare al progetto del Regno, dove sono e come posso: in fondo la missione è il luogo dove si prova la mia identità di uomo e di consacrato. La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata alla presentazione sintetica del contenuto della terza lettera “Come io ho fatto a voi”, sul tema della riforma del Governo. L’intento, a somiglianza di quanto fatto nell’Assemblea di novembre in Brasile e da padre Gianmarco in Mozambico nel mese di Dicembre, è stato quello di mettere a disposizione di tutti i religiosi una riflessione per dare continuità al compito affidatoci dagli ultimi due Capitoli generali. Ora si apre un tempo affinché le comunità riflettano e condividano il loro parere, per poi concretizzare il lavoro della prossima tappa a partire dalla Consulta del Luglio 2010.

 



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