La prima aula

All”interno la Chiesa, come tutte quelle conventuali, presenta una sola navata, suddivisa in un’aula pubblica per i cristiani e un’aula sacra per i religiosi. La ‘separazione’ tra religiosi e cristiani era delimitata da un muretto con cancellata. Nel 1749 la barriera era al limite del presbiterio poi fu trasportata sotto gli archi e venne tolta nel 1970.

Le quattro cappelle laterali sono tutte sul lato opposto a quello attiguo al convento, secondo il modello bernardiano, riscontrabile anche nelle chiese conventuali di Monza, Caravaggio, Borno, Varallo, Lugano, Bellinzona.

Il battistero, in pietra leccese, di qualità elevata, è di fattura pugliese. E’ della fine della prima metà del ‘400. Si presenta come un vascone quadrato che poggia su cinque
colonne. Esse poggiano su un basamento di forma quadrata. Le fasce laterali del vascone sono scolpite con medaglioni e girali rappresentanti scene sacre e motivi decorativi.

L’opera di Domenico Carpinoni della Trinità è di notevole qualità e ben conservato. Al centro domina il Figlio, Gesù crocifisso, sovrastato dal Padre che con una mano sostiene e con l’altra è vicino al Figlio. Tra i due lo Spirito, nel segno della colomba. Nella crocifissione di Gesù, segno d’Amore per tutti, non è solo coinvolto il Figlio, ma anche il Padre e lo Spirito. Ai piedi del Crocifisso due santi. L’uno è San Francesco che con una mano vorrebbe coinvolgere anche noi a lasciarci ‘ferire il cuore’ da questo amore, a prendere posizione. L’altro personaggio è Sant’Alessandro, alfiere, patrono della diocesi di Bergamo.

Sullo sfondo un paesaggio marino con una barca in mezzo alla tempesta. Anche la creazione vive il dramma di questo uomo-Dio, il dramma che si sta consumando e che non ci può lasciare indifferenti.