La Santa Famiglia

Santa Famiglia_ritaglio 2Dalla Pasqua 2002 la Sacra Famiglia abita il Convento attraverso l’opera scultorea in basso rilievo dello scultore Giacomo Benevelli. Al centro si staglia la Santa Famiglia di Nazaret nel suo vivere quotidiano: Giuseppe staziona al banco della bottega artigianale con Maria che partecipa trepida al lavoro del marito e stupisce di fronte al ‘gioco’ del Figlio che incrocia alcuni legnetti, anticipazione del destino di suprema donazione d’Amore.

Dall’alto una luce scalda e illumina, ma non toglie le nubi dalla scena della vita di Gesù, Maria e Giuseppe, né cambia modo di attuazione della loro vocazione. Essa dà fondamento alla speranza che, nella fede, si può avere fiducia concreta che essa è opera provvidenziale che viene dall’alto (l’angelo!), viene dal cielo, cioè da Dio Padre a cui possiamo affidarci.

L’angelo che scende dall’alto annuncia e custodisce il buon proposito della paternità universale di Dio che è anche maternità premurosa ed affettuosa per tutto il mondo e in particolare per i piccoli senza avvenire. Indica la luce (illumina); regge il simbolo dell’efficace paternità d’amore di Giuseppe (il giglio) e governa l’equilibrio complessivo di una storia di promesse, di sfide e di miracoli sempre attuali.

Tutta l’azione salvifica e premurosa del Padre si rivela arcanamente nel presepe di Betlemme (I riquadro); nell’urgenza di spargere per il mondo la Buona Notizia come è sottolineato dall’epifania ai Magi (II riquadro); nel dolore di tutti gli innocenti che si è chiamati a lenire (III riquadro). Dare avvenire a chi è senza futuro è l’opera sovrana di Dio Padre che si perpetua attraverso l’azione di ‘profeti’: come quella della Cerioli (IV riquadro) e del p. Orisio (V riquadro), i quali nell’avviare e nel rianimare la vita della Congregazione della Sacra Famiglia hanno contribuito a edificare la Chiesa e a diffondere la sua vitale speranza nel mondo (Europa, America ed Africa) (VI riquadro).

Compito benefico per il cammino di un popolo che sa cercare e condividere la serenità della vita attraverso la comunione e la solidarietà; compito che noi facciamo nostro ancora una volta, illuminati e sostenuti dalle parole della nostra Madre Fondatrice e dalla luce della risurrezione (VII riquadro).