Le apparenze e il cuore

Meditazione sulla Parola di Dio di domenica 8 novembre: 1 Re 17,10-16; salmo 145; Ebrei 9,24-28; Marco 12,38-44

Nel nostro viaggio dietro a Gesù seguendo il Vangelo di Marco (dopo la parentesi della festa di tutti i Santi) siamo ormai giunti a Gerusalemme: i capitoli 11 e 12 del Vangelo contengono ricordi dei giorni passati da Gesù nella capitale della religione giudaica, gli ultimi della sua vita, insegnando di giorno nel tempo e ritirandosi di notte nei villaggi vicini. Il primo giorno ha scacciato i mercanti provocando un putiferio e suscitando la domanda circa la sua autorità; i gruppi religiosi del suo tempo lo hanno interrogato su varie questioni religiose. Ora siamo alle ultime battute: tra poco Gesù lascerà definitivamente il tempio, e sulla collina che gli sta di fronte farà il suo ultimo discorso circa la fine dei tempi, prima che il cerchio si chiuda e venga arrestato. La pagina del vangelo esprime con parole e immagini semplici l’insegnamento di Gesù sul rapporto con Dio.

Da una parte, senza preoccuparsi delle conseguenze, ha parole forti verso alcuni “scribi” (cioè i maestri che insegnavano la legge di Dio al popolo, che frequentavano il tempo e i suoi dintorni), preoccupati di se stessi e di mettersi in mostra (addirittura nella preghiera!); mentre non osservano la norma più fondamentale delle legge, che è di aiutare le persone povere, come le vedove, anzi, se ne servono per arricchirsi! Gesù chiede ai discepoli di non imitarli e annuncia per loro una condanna severa. Sono proprio il contrario di come Gesù vuole i suoi discepoli.

Invece, il modello che egli addita ai suoi ascoltatori è una povera vedova, che offre al tesoro del Tempio una piccola somma: Gesù la mette confronto con i ricchi che offrono valori più alti, ma che davanti a Dio stanno molto al di sotto di lei.La differenza sta non nel valore dell’offerta, ma in ciò che essa significa: i ricchi offrono il superfluo, la vedova offre tutta la sua vita (ciò che ha per vivere).

Per Gesù ciò che conta nel rapporto con Dio (la fede) non è farsi vedere dagli altri ma essere certi che Dio conosce il nostro cuore e vede le nostre azioni; non è vivere di apparenze ma di sostanza. La vera offerta non è dare molto, ma mettersi in gioco con la propria vita, riconoscere che Dio ci ha donato tutto e noi possiamo rispondere a Lui con tutto ciò che viviamo e facciamo. Gesù richiama l’attenzione dei suoi discepoli sul gesto della povera vedova perché vede in esso il senso di quello che sta per succedere: da lì a pochi giorni, quando sarà condannato e crocifisso, Gesù donerà tutta la sua vita per amore del Padre.

Chi vuole seguirlo deve imitare quella vedova, che si affida totalmente al Signore, e non gli scribi, preoccupati sono di se stessi e della loro immagine, o i ricchi che danno a Dio quello che non serve a loro.