Le meridiane

Per i frati il tempo veniva segnato dai riflessi sulle meridiane sotto i chiostri. Le tre meridiane del chiostro (la terza rinvenuta negli ultimi lavori di restauro), sono del 1738 e, come altre che esistono in provincia dello stesso periodo, sono chiamate ‘a riflesso’. Questi orologi sono di notevole importanza poiché piuttosto rari in Italia. L’autore era probabilmente un frate perché queste meridiane che esistono in Provincia, sono state fatte nei conventi dell’Ordine francescano.

La lettura avveniva per riflesso, sfruttando cioè la derivazione dei raggi solari operata da una superficie riflettente, appoggiandosi a una notissima legge fisica, secondo la quale l’angolo di riflessione della luce su una superficie piana è uguale all’angolo di incidenza.

Non poche volte venivano dipinti sulle pareti sottostanti alle meridiane, in zone riparate dalle piogge e con intonaci liscissimi, interi sonetti allusivi al tempo e alla vita umana. Ciò si può constatare anche nelle nostre meridiane. I sonetti che le accompagnano sono dedicati al marchese Domenico Benna, consigliere di Carlo Emanuele III di Sardegna, e al reverendo Francesco Mazza, dottore in teologia. Qua e là frasi evangeliche di Gesù.

 

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