San Francesco d’Assisi

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L’affresco sulla parete di facciata, con S. Francesco e angeli, è della scuola bembesca (fine ‘400), esattamente come gli affreschi dell’abside. Gli altri affreschi sono opera di Pietro Baschenis, come l’affresco della Crocifissione.

L’affresco sopra l’altare subì mutilazioni, specie nella parte superiore. Il Santo d’Assisi è raffigurato con le mani aperte, che mostrano i segni delle stimmate, segno della sua identificazione con Gesù. Francesco è come sorretto e trasportato da due angeli, mentre altri, lateralmente, sventolano cartigli con iscrizioni in lingua volgare d’influsso dialettale che si riferiscono a fatti comparati della vita di Cristo e del Santo di Assisi.

Al sommo della parete è riconoscibile un Pantocrator che testimonia come il dipinto volesse rappresentare la glorificazione del Santo. A causa di manomissioni, sono visibili soltanto i piedi e l’estremità inferiore della tipica mandorla nimbata, che è qui circondata da un concerto di angeli, di cui quattro chiaramente visibili coi relativi strumenti: (da sinistra) tamburello, policordo, arpa da braccio e salterio.

Nel sottarco sono raffigurati i sei frati che per primi furono inviati nel 1219 da Francesco in Marocco. Cinque di essi sono rappresentati con la scimitarra in testa a causa del martirio che avvenne il 16 gennaio 1220. Sotto i sei santi, vi sono Santa Chiara e S. Elisabetta d’Ungheria.

I quattro medaglioni della volta rappresentano fatti della vita di San Francesco: da ragazzo che prega e fa l’elemosina ai poveri; da giovane che si spoglia delle sue ricchezze per ridare tutto al padre (a sinistra); da adulto che ottiene l’approvazione della Regola e sorregge la chiesa come sogna il papa.

Piacevoli sono sulle pareti laterali alcune scene della vita di Francesco. In alto a destra, Francesco assorto in preghiera. Sotto, Francesco sulla barca, mentre predica al popolo. E sul monte dell’Averna mentre riposa insieme ad alcuni confratelli a contatto con la natura.

Sulla parete opposta il Santo morente sdraiato a terra, circondato da confratelli e Francesco trasportato nella gloria di Dio (affresco in parte cancellato). L’attuale altare marmoreo, eseguito nel 1992, è opera dello scultore Giacomo Benevelli.

L’Angelo custode e la Trinità. Sul pilastro destro della Cappella di S. Francesco è affrescato l’angelo custode. Sopra una piccola Trinità. L’affresco è attribuibile ad Antonio Baschenis, padre di Pietro.