L’adozione a distanza può essere intesa come un atto di solidarietà che garantisce ai minori dei paesi più poveri e alle loro famiglie un aiuto economico, in modo che ricevano i beni primari, l’istruzione e le cure mediche di cui hanno bisogno. L’obiettivo principale è il superamento delle difficoltà che impediscono l’autosviluppo del bambino e della sua famiglia; mentre obiettivo a lungo termine è provocare in noi e nelle persone “aiutate” quel cambiamento culturale e sociale che conduca a rapporti umani basati sulla fratellanza e sulla giustizia.
Prima professione religiosa: una consacrazione in Dio e per Dio
Ho passato un intero anno a tentare di scoprire cosa significa veramente fare la professione religiosa. Il mio noviziato è stato – come dice Santa Paola Elisabetta – un crogiolo, durante il quale ho cercato di vivere il senso dell’essere consacrato a Dio. E con mia grande sorpresa ho scoperto nel giorno della professione in modo nuovo cosa significa questo passo.
Alcuni giorni prima della sua passione e morte, in una casa di Betania, una donna si avvicina ai piedi di Gesù e dopo averli bagnati con le sue lacrime e asciugati con i suoi capelli, li unge con un profumo soave che riempie tutta la casa. I presenti assistono attoniti alla scena e uno degli apostoli afferma che è davvero uno spreco.
Ecco come appare agli occhi di molti oggi la scelta di un giovane che decide di donare per sempre la sua vita al Signore: un inutile spreco. Poteva sposarsi, fare successo, avere una bella professione e invece... che spreco. La decisione di consacrarsi per sempre al Signore per servire i fratelli nella Congregazione della Sacra Famiglie di Paulo Nogueira e Adailton da Silva che, il 7 di febbraio, hanno fatto la loro professione perpetua nelle mani di padre Roberto Maver, agli occhi superficiali dell’uomo di oggi appare uno spreco. Vale davvero la pena? Perché tanto spreco? In realtà, agli occhi della fede, questa decisione ricorda il gesto semplice di quella donna.
La vita religiosa può essere scelta e seguita soltanto da chi ha un cuore aperto e appassionato per Dio. Nel mio cammino lungo questa strada, dopo aver vissuto quattro anni nella tappa dell’aspirantato a Maxixe e aver camminato nel discernimento vocazionale per tre anni nel postulandato a Marracuene, con l’aiuto delle persone che mia hanno accompagnato e ascoltando quanto mi suggeriva il cuore ho fatto la domanda di entrare in Noviziato.
Dopo un anno intenso di noviziato hanno fatto la loro prima professione religiosa i giovani Alexandre Surdi, Luis Fernando Pazian e Diego de Almeida. In una suggestiva cerimonia presieduta dal superiore regionale, padre Roberto Maver, alla presenza di molti confratelli, dei familiari e di molti parrocchiani di Sant’Ignazio in Curitiba, hanno fatto voto di castità, povertà e obbedienza.
Il seguente articolo di Jon Sobrino, SJ, e che proponiamo alla vostra riflessione è stato pubblicato su Concilium 1/2010.
Ci sono alcune conclusioni interessanti e soprattutto provocanti anche se l’autore non sempre riesce ad essere fedele al suo intendo di riportare ‘verità storiche’ forse perché troppo coinvolto dal suo pathos con i poveri.
L'essenziale di ogni ministero: servizio ai poveri e alle vittime in un mondo Nord-Sud
I ministeri nella chiesa, e specialmente la relazione tra ministeri ordinati e non ordinati, continua ad essere materia di studio. La Conferenza episcopale del Brasile, per esempio, li ha classificati in quattro categorie: 1) "riconosciuti", vincolati a un servizio significativo per la comunità, anche se non sono permanenti; 2) “affidati”, conferiti con un gesto liturgico semplice o in una qualche forma canonica; 3) "istituiti", dati attraverso un preciso rito liturgico chiamato "istituzione"; 4) "ordinati", riconosciuti e conferiti alla persona attraverso un sacramento specifico, il sacramento dell'ordine.