Alcuni giorni prima della sua passione e morte, in una casa di Betania, una donna si avvicina ai piedi di Gesù e dopo averli bagnati con le sue lacrime e asciugati con i suoi capelli, li unge con un profumo soave che riempie tutta la casa. I presenti assistono attoniti alla scena e uno degli apostoli afferma che è davvero uno spreco.
Ecco come appare agli occhi di molti oggi la scelta di un giovane che decide di donare per sempre la sua vita al Signore: un inutile spreco. Poteva sposarsi, fare successo, avere una bella professione e invece... che spreco. La decisione di consacrarsi per sempre al Signore per servire i fratelli nella Congregazione della Sacra Famiglie di Paulo Nogueira e Adailton da Silva che, il 7 di febbraio, hanno fatto la loro professione perpetua nelle mani di padre Roberto Maver, agli occhi superficiali dell’uomo di oggi appare uno spreco. Vale davvero la pena? Perché tanto spreco? In realtà, agli occhi della fede, questa decisione ricorda il gesto semplice di quella donna.
Gentili genitori, vi scrivo questa lettera per ringraziare il Signore con voi per avermi fatto incontrare, conoscere, imparare e collaborare del tempo che abbiamo vissuto insieme nella COMUNITÀ RELIGIOSA, SCUOLA E CENTRO EDUCATIVO SACRA FAMIGLIA DELL’ANDREANA.
girato subito dopo la II guerra mondiale negli anni 1946-48, con commento di Nicola Raniero.
Documenta 'l'efficacia pedagogica degli Orfanotrofi della Congregazione della Sacra Famiglia, sia dell'Istituto maschile che femminile.
La regia e le riprese sono di Leonardo Cusatis, maestro e poi Superiore generale della Congregazione della Sacra Famiglia dal 1947 al 1959.
Lo scopo del film, è così spiegato da p. Leonardo:
"Questo documentario intende illustrare l’attuale stadio di sviluppo della Congregazione della sacra Famiglia di Bergamo; suscitare benefattori dell’Opera ed anime generose che entrino a rafforzare le file dei Religiosi che attendono alla propria perfezione cristiana, al ricovero e alla educazione di migliaia di Orfani".
Attori sono insieme frati, suore, ragazzi e padri che si prestarono volentieri a mostrare e spiegare come era la loro vita nelle nostre Comunità religiose.
Il seguente articolo di Jon Sobrino, SJ, e che proponiamo alla vostra riflessione è stato pubblicato su Concilium 1/2010.
Ci sono alcune conclusioni interessanti e soprattutto provocanti anche se l’autore non sempre riesce ad essere fedele al suo intendo di riportare ‘verità storiche’ forse perché troppo coinvolto dal suo pathos con i poveri.
L'essenziale di ogni ministero: servizio ai poveri e alle vittime in un mondo Nord-Sud
I ministeri nella chiesa, e specialmente la relazione tra ministeri ordinati e non ordinati, continua ad essere materia di studio. La Conferenza episcopale del Brasile, per esempio, li ha classificati in quattro categorie: 1) "riconosciuti", vincolati a un servizio significativo per la comunità, anche se non sono permanenti; 2) “affidati”, conferiti con un gesto liturgico semplice o in una qualche forma canonica; 3) "istituiti", dati attraverso un preciso rito liturgico chiamato "istituzione"; 4) "ordinati", riconosciuti e conferiti alla persona attraverso un sacramento specifico, il sacramento dell'ordine.
Cari ragazzi, siamo di nuovo insieme per un’altra tappa del nostro cammino.
Dopo aver contemplato, nel S. Natale, Dio che per noi si è fatto bambino, ed ha assunto la nostra umanità in Gesù, vogliamo insieme a Lui incamminarci verso la Pasqua.